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Stadio Flaminio

Stadi e impianti · Archivio CUCS

Stadio Flaminio

La casa della Roma nella stagione 1989-90

Uno stadio più piccolo dell’Olimpico, tribune vicine al campo e un’intera stagione che i romanisti ricordano ancora oggi con un affetto particolare.

1959 Inaugurazione
Nervi Pier Luigi e Antonio
≈ 30.000 Posti dell’epoca
1989–90 Stagione della Roma
L’impianto

Lo stadio di Pier Luigi Nervi

Lo Stadio Flaminio sorge nel quartiere omonimo, nell’area precedentemente occupata dallo Stadio Nazionale.

Il nuovo impianto venne progettato da Pier Luigi Nervi e Antonio Nervi tra il 1957 e il 1958 e inaugurato nel 1959, in vista dei Giochi Olimpici di Roma del 1960.

La struttura in cemento armato, le tribune vicine al terreno di gioco e la celebre pensilina della tribuna coperta ne fecero uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura sportiva italiana del secondo dopoguerra.

1960

Le Olimpiadi di Roma

Il Flaminio venne realizzato proprio per il grande appuntamento olimpico del 1960 e ospitò incontri del torneo di calcio.

Insieme al Villaggio Olimpico, al Palazzetto dello Sport e al viadotto di Corso Francia, contribuì a trasformare profondamente questa parte della città.

La Roma di Gigi Radice

La stagione del Flaminio

Nell’estate del 1989 lo Stadio Olimpico era chiuso per i lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali di Italia ’90. Roma e Lazio dovettero quindi trasferirsi temporaneamente al Flaminio.

Per la Roma fu l’inizio di un’annata particolare. Dino Viola aveva parlato di stagione di transizione, anche a causa della minore capienza dell’impianto. Ma tra la squadra di Luigi Radice e il pubblico nacque rapidamente un rapporto fortissimo.

Le tribune ravvicinate al campo amplificavano il tifo e trasformavano molte gare interne in partite particolarmente difficili per gli avversari.

10 settembre 1989

La prima vittoria in casa

Dopo un avvio difficile, il 10 settembre 1989 arrivò la prima vittoria casalinga della stagione.

L’Atalanta passò inizialmente in vantaggio con Caniggia, ma la Roma reagì imponendosi 4-1 con le reti di Desideri, Gerolin, Berthold e Völler.

ROMA 4 – 1 ATALANTA

La prima grande giornata della Roma al Flaminio nella stagione 1989-90.

Momenti della stagione

Le partite rimaste nella memoria

8 ottobre 1989
Roma 1–1 Napoli

Comi porta avanti la Roma, Maradona pareggia su rigore. Il Napoli diventerà campione d’Italia.

17 dicembre 1989
Roma 1–0 Juventus

Stefano Desideri decide la partita di testa: anche la Juventus cade al Flaminio.

18 marzo 1990
Lazio 0–1 Roma

Il derby viene deciso da Rudi Völler. Formalmente la Roma è in trasferta, ma lo stadio è sempre lo stesso.

25 marzo 1990
Roma 5–2 Verona

Bruno Conti segna il primo gol della partita: sarà l’ultima rete della sua carriera.

Il capitano

Giuseppe Giannini e quella Roma

Il leader della squadra era Giuseppe Giannini, capitano e simbolo tecnico di una Roma costruita più sul carattere e sull’organizzazione che sui grandi nomi.

Con lui c’erano giocatori come Rudi Völler, Stefano Desideri, Thomas Berthold, Angelo Peruzzi, Franco Tancredi e Bruno Conti, alla sua ultima stagione da calciatore.

La Roma concluse il campionato al sesto posto, centrando la qualificazione alla Coppa UEFA.

29 aprile 1990

L’ultima giornata

La stagione si chiuse con Roma–Bologna. La qualificazione UEFA era già matematica e la partita diventò anche l’occasione per salutare Luigi Radice e Franco Tancredi.

Dopo un solo campionato, la Roma avrebbe lasciato il Flaminio per tornare nel rinnovato Stadio Olimpico.

Il Flaminio oggi

Un patrimonio dell’architettura sportiva

Dopo decenni di utilizzi diversi, lo Stadio Flaminio ha attraversato un lungo periodo di progressivo deterioramento e di utilizzo molto limitato.

Roma Capitale continua a considerare l’impianto una struttura di particolare valore storico, architettonico e urbano e negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi progetti e interventi di conservazione e recupero.

Per i romanisti, però, il Flaminio conserva soprattutto il ricordo di quell’unica stagione in cui, per qualche mese, diventò davvero casa.