Stadio Olimpico
Stadio Olimpico
La casa della Roma dal 1953Dal secondo dopoguerra a oggi, lo Stadio Olimpico è il grande teatro della storia romanista: Scudetti, derby, finali europee, notti indimenticabili e generazioni intere cresciute sugli spalti.
Dallo Stadio dei Cipressi all’Olimpico
La storia dell’impianto iniziò molto prima del 1953. Nell’area del Foro Mussolini, l’attuale Foro Italico, venne progettato negli anni Trenta lo Stadio dei Cipressi, destinato a diventare il principale impianto sportivo del grande complesso monumentale.
I lavori subirono una lunga interruzione durante la Seconda guerra mondiale e ripresero nel dopoguerra. Il progetto definitivo venne completato nei primi anni Cinquanta.
Lo stadio venne inaugurato ufficialmente il 17 maggio 1953 con la partita Italia–Ungheria, vinta 3-0 dalla nazionale magiara.
La Roma arriva all’Olimpico
Due settimane dopo l’inaugurazione ufficiale, anche la Roma fece il proprio esordio nel nuovo stadio.
Il 31 maggio 1953 i giallorossi affrontarono la SPAL. La partita terminò 0-0, ma segnò l’inizio di un rapporto destinato a durare per generazioni.
Da quel momento l’Olimpico sarebbe diventato la principale casa della Roma, con la sola eccezione di brevi periodi legati ai lavori di ristrutturazione.
La prima partita casalinga della Roma allo Stadio Olimpico.
Lo stadio delle Olimpiadi di Roma
Lo Stadio Olimpico fu uno dei luoghi simbolo dei Giochi della XVII Olimpiade del 1960.
Per l’occasione l’impianto venne adeguato e ampliato, diventando uno degli stadi più importanti del panorama internazionale.
Ospitò le cerimonie e le principali gare di atletica, contribuendo a legare definitivamente il suo nome all’immagine della Roma olimpica.
Uno stadio da finali
Nel corso dei decenni l’Olimpico ha ospitato alcune delle più importanti partite del calcio europeo e mondiale.
La notte più dolorosa
Per un romanista, nessuna partita è legata all’Olimpico quanto la finale di Coppa dei Campioni del 1984.
La Roma di Nils Liedholm arrivò a giocarsi il titolo europeo proprio nel proprio stadio contro il Liverpool. Pruzzo pareggiò il vantaggio inglese, ma dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari furono i rigori a consegnare la coppa agli inglesi.
La grande trasformazione
Alla fine degli anni Ottanta lo Stadio Olimpico venne sottoposto a una trasformazione radicale in vista dei Mondiali di Italia ’90.
L’impianto fu ampiamente ricostruito, venne realizzata la copertura completa degli spalti e furono installati i grandi maxischermi.
Durante i lavori la Roma disputò la stagione 1989-90 allo Stadio Flaminio.
La finale dei Mondiali di Italia ’90 si disputò nel nuovo Stadio Olimpico.
Scudetti, coppe e generazioni di tifosi
L’Olimpico è stato il teatro delle stagioni più importanti della Roma moderna.
Qui hanno giocato Falcão, Di Bartolomei, Conti, Pruzzo, Giannini, Totti, De Rossi e generazioni di calciatori che hanno segnato la storia giallorossa.
Lo stadio ha accompagnato il secondo Scudetto del 1982-83 e il terzo del 2000-01, oltre alle Coppe Italia, alle Supercoppe e alle grandi campagne europee.
La casa del tifo romanista
Se il campo rappresenta la casa della squadra, la Curva Sud è diventata nel tempo la casa del tifo organizzato romanista.
Striscioni, bandiere, cori e coreografie hanno trasformato questo settore dell’Olimpico in uno dei luoghi più riconoscibili della cultura calcistica romana.
È proprio all’interno dell’Olimpico che, dalla seconda metà del Novecento, si è sviluppata una parte fondamentale della storia della Curva Sud e del CUCS.