Stadio Nazionale
Stadio Nazionale
La casa della Roma dal 1940 al 1953Dopo Campo Testaccio, la Roma trovò nello Stadio Nazionale il teatro del suo primo Scudetto. Un impianto che appartiene non solo alla storia giallorossa, ma anche a quella del calcio italiano.
Dallo Stadium allo Stadio Nazionale
L’impianto sorse nell’area di via Flaminia e fu inaugurato nel 1911. Il progetto era legato all’architetto Marcello Piacentini e prevedeva una struttura a gradinata unica con pista di atletica.
Negli anni Venti lo stadio fu sottoposto a una profonda ristrutturazione. Dopo i lavori del 1927, il 25 marzo 1928 ospitò Italia–Ungheria, terminata 4-3 per gli Azzurri.
In seguito l’impianto assunse il nome di Stadio del Partito Nazionale Fascista, prima di tornare nel dopoguerra alla denominazione di Stadio Nazionale.
La finale del Mondiale
Prima ancora di diventare la casa della Roma, lo Stadio Nazionale entrò nella storia del calcio mondiale.
Il 10 giugno 1934 ospitò la finale della seconda edizione della Coppa del Mondo. L’Italia di Vittorio Pozzo affrontò la Cecoslovacchia davanti a circa cinquantamila spettatori.
La partita si decise ai tempi supplementari: il gol di Angelo Schiavio consegnò all’Italia il primo titolo mondiale della propria storia.
La Roma lascia Campo Testaccio
Nel 1940 si chiuse l’epoca di Campo Testaccio. La Roma si trasferì allo Stadio Nazionale, un impianto più grande e più adatto a una squadra che ormai richiamava un pubblico sempre più numeroso.
Il cambio di stadio coincise con l’inizio di uno dei periodi più importanti della giovane storia del club.
Il primo Scudetto della Roma
È qui che la Roma conquistò il primo titolo nazionale della propria storia. La squadra allenata da Alfred Schaffer arrivò all’ultima giornata del campionato 1941-42 con il destino nelle proprie mani.
Il 14 giugno 1942 lo Stadio Nazionale fu il teatro della vittoria decisiva contro il Modena.
Amadei e la Roma del 1942
Tra i protagonisti di quella stagione ci fu soprattutto Amedeo Amadei, autore di 18 reti in campionato.
Attorno a lui giocavano uomini come Guido Masetti, Luigi Brunella, Naim Krieziu, Aldo Donati, Miguel Ángel Pantó e gli altri protagonisti della prima Roma campione d’Italia.
Quel titolo fu storico anche perché rappresentò il primo Scudetto conquistato da una squadra dell’Italia centro-meridionale.
Da Stadio Nazionale a Stadio Torino
Dopo la Seconda guerra mondiale lo stadio tornò alla denominazione di Stadio Nazionale.
Dopo la tragedia di Superga del 1949 venne anche chiamato informalmente Stadio Torino, in memoria della squadra del Grande Torino scomparsa nell’incidente aereo.
Il nome non divenne però una denominazione ufficiale stabilita dal Comune di Roma.
La fine dello Stadio Nazionale
Nel 1953 Roma e Lazio lasciarono definitivamente lo Stadio Nazionale per trasferirsi nel nuovo Stadio Olimpico.
L’impianto, ormai superato per capienza e caratteristiche strutturali, venne dismesso.
Nel 1957 fu demolito. Sulla stessa area sarebbe sorto lo Stadio Flaminio, destinato a diventare uno degli impianti più riconoscibili della Roma olimpica del 1960.