Campo Testaccio
Campo Testaccio
La casa della Roma dal 1929 al 1940Più di uno stadio. Campo Testaccio è uno dei luoghi fondativi dell’identità romanista: undici stagioni in cui squadra, quartiere e tifosi vissero quasi senza distanza tra loro.
La nascita di Campo Testaccio
Campo Testaccio aprì ufficialmente il 3 novembre 1929. La Roma affrontò il Brescia e vinse 2-1: fu l’inizio di un rapporto destinato a diventare leggendario.
L’impianto sorgeva in via Nicola Zabaglia, nel cuore di Testaccio, uno dei quartieri popolari più riconoscibili della città. Per la Roma rappresentava finalmente una casa propria, strettamente legata al territorio e alla propria gente.
Le tribune vicine al terreno di gioco e l’atmosfera raccolta contribuirono a creare quella sensazione di unità tra squadra e pubblico che sarebbe diventata uno dei tratti distintivi del mito di Campo Testaccio.
Undici stagioni di Roma
Dal 1929 al 1940 la Roma disputò a Campo Testaccio 170 partite ufficiali. Le vittorie furono 112, i pareggi 32 e le sconfitte 26.
La squadra realizzò 363 reti e ne subì 122. In 85 incontri mantenne la propria porta inviolata.
Roma–Juventus 5-0
Tra tutte le giornate vissute a Campo Testaccio, una è entrata definitivamente nella leggenda: il 15 marzo 1931.
La Roma affrontò la Juventus e la travolse con un clamoroso 5-0. Segnarono Lombardo, Volk, Bernardini due volte e Fasanelli.
Una vittoria diventata parte della cultura romanista. Da quella partita nacque anche l’ispirazione per il film Cinque a zero di Mario Bonnard.
I lavori sulle tribune
Con l’aumento del pubblico, Campo Testaccio subì interventi di trasformazione. Una delle tribune in legno venne sostituita da una struttura in cemento per aumentare sicurezza e capienza.
Il ritaglio di giornale conservato nell’archivio CUCS documenta proprio una delle fasi di rinnovamento dell’impianto.
L’addio a Campo Testaccio
L’esperienza della Roma a Campo Testaccio si concluse nel 1940. L’ultima partita ufficiale disputata nell’impianto fu Roma–Novara 3-1 del 2 giugno.
L’ultima gara in assoluto fu un’amichevole contro il Livorno, terminata anch’essa 2-1 per la Roma: lo stesso risultato con cui, undici anni prima, era iniziata l’avventura contro il Brescia.
Con l’aumento del seguito della squadra e le nuove esigenze del calcio cittadino, la Roma lasciò Testaccio per trasferirsi allo Stadio Nazionale.
Campo Testaccio oggi
Via Nicola Zabaglia
L’area dove sorgeva lo stadio continua a rappresentare un punto fortemente simbolico per la tifoseria romanista.
Roma, Testaccio ti guarda
Il legame non si è mai interrotto. Nel 1981 la Curva Sud espose prima di Roma–Juventus uno striscione diventato celebre: “Roma, Testaccio ti guarda”.